molto dolore per nulla

DI e CON Luisa Borini

Spettacolo vincitore In-Box 2024/25
produzione Atto Due
con il sostegno di ZUT! e C.U.R.A Centro Umbro

  • Una donna che sono io, ma anche no, ma poi in fondo cosa cambia?
    Una lista di liste ossessive, come ossessivo è il nodo al cuore (e allo stomaco) di tutta la storia:
    il bisogno di amore e il terrore di restare soli.

    “Quando essere innamorati significa soffrire, stiamo amando troppo” scrive Robin Norwood
    in Donne che amano troppo.
    Io sono una donna che ha amato troppo. Io sono una donna che credeva che senza un partner
    niente avrebbe avuto senso, io non avrei avuto senso.
    L’idea della coppia, dell’amore a tutti i costi condizionavano tutta la mia esistenza, vivevo e
    amavo con lo scopo di raggiungere un idilliaco e favolistico mondo dove a mio avviso si era al
    riparo dall’angoscia che ogni tanto mi veniva a trovare, dall’inquietudine che spesso mi
    scombussolava le giornate, da quel vuoto che mi terrorizzava e che non riuscivo a sopportare,
    e ogni tipo di relazione, sentimentale e non, era caratterizzata dalla paura paralizzante di
    essere abbandonata.
    L’altro, qualsiasi altro fosse, era il mio lavoro, da tutelare, proteggere, gratificare, mettere al
    primo posto. Io non ero importante, a me interessava non essere abbandonata e per questo
    avrei fatto qualsiasi cosa.
    Si ripetevano quindi schemi uguali seppur in contesti e modalità diverse, che mi facevano
    stare molto male e mi facevano sentire sbagliata, difettosa.
    Poi, ad un certo punto, ho scoperto di non essere sola Luisa Borini.

    venerdi 23 ottobre – 21:00 & sabato 24 ottobre – 21:00

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