IL mare in tasca

DI e CON César Brie

Scene, testo, regia e recita: César Brie. (Sono stati adattati frammenti di due poesie di Pessoa.)

Musica: Pablo Brie suona variazioni di Antonio Vivaldi.

  • Storia di un attore che svegliandosi, scopre che è stato trasformato in un prete.

    Sono nato e cresciuto in un paese cattolico: Argentina.

    Mi sono allontanato dalla Chiesa ai sedici anni e ho potuto riflettere su questo rifiuto soltanto molti anni dopo, quando sono stato in grado di guardare il mio passato.

    La religione allora, rappresentava una strada: un tragitto di azioni social e spirituali che affermavano la mia empatia e mi inducevano a comportarmi secondo le regole di solidarietà e  ad osservare il mondo attraverso quella lente.

    Nell’abbandonare la religione, ero cosciente che dovevo intraprendere un altro viaggio. Mi sono dedicato al teatro e ho formato parte di un movimento teatrale nel quale il lavoro artistico non cercava alibi nell’impegno sociale.

    Non sono più credente ma non ho messo una pietra sulle esperienze dell’infanzia e dell’adolescenza.

    Così, oggi, di fronte ad un bivio nella mia strada del teatro, trovo una tonaca appesa ad un albero. La tonaca è quella di un prete.

    Il bivio è la mia scelta di tornare a lavorare e vivere in America del sud, una terra così rica che riesce ad esportare ovunque caffè, mais, calciatori, scienziati ed artisti, e così povera che non riesce a tenerseli.

    L’albero sul quale è appesa la tonaca rappresenta questi anni di lavoro ostinato ed esilio volontario. I suoi frutti non sono soltanto le mie opere. Sono anche i miei errori, quello che ho distrutto, le fatiche inutili.

    Sono il primo a stupirsi: i miei fallimenti sono germogliati.

    Con quella tonaca e questi frutti ho costruito quest’opera.

    César Brie

    martedi, 27 dicembre – 21:00

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